INCANTESIMI
Incantesimi, Origini, Tipologie e Significati Esoterici
Introduzione al concetto di incantesimo
Etimologia (“incantare” → mettere dentro il canto, evocare attraverso la parola)
L'etimologia di "incantare" rivela il potere primordiale della parola sonora come ponte verso il soprannaturale.
Origine del termine Latino Incantāre è Composto da in- (intensivo, "dentro/con forza") + cantāre ("cantare/recitare").
Cantāre deriva da canĕre (si legga cànere poichè l'accento breve sposta l'accento tonico alla vocale della sillaba a esso precedente), ovvero ("cantare versi, predire, vaticinare, pronunciare formule magiche"). Interessante anche Carmen: Da canĕre ("cantare, recitare versi, proferire incantesimi"), radice indoeuropea *kan- ("sonare, vaticinare, cantare, gioire; respirare profondamente con moto curvilineo". Da cui il Significato di Poesia e formula magica/rituale (es. carmen malum = maledizione cantata vietato dalle XII Tavole (450 a.C.) finalizzato a danneggiare raccolti/persone punito dall'esecutore rituale con la pena capitale.). Nelle XII Tavole delle leggi di Roma antica: Carmina ne quis nocturne fecerit ("Nessuno canti incantesimi notturni"). E, ancora, le Tabellae defixionum: Lamine di piombo incise/perforate con formule per maledizioni giudiziarie/amorose. Carmen è indubitabilmente nella storia Romana un termine utilizzato pienamente a titolo Magico.
Sappiamo che Circe con un Carmen trasforma uomini in animali (Odissea/Latino); che Ersafila filtra il sangue con un carmen profetico. I Fratres Arvales sono Canti rituali (carmen Arvale) per Dea Dia (fertilità). I Veneficia son Carmen integrati da veleni per legature amorose.
E ancora oggi esistono le varie versioni linguistiche del termine:
Inglese: Enchant ("incantare"); enchantment ("incantesimo/charm").
Francese: Enchanter ("incantare"); charme (da carmen).
Spagnolo: Encantar ("incantare"); hechizo ("incantesimo").
Tedesco: Verzaubern ("incantare"); Zauberspruch ("formula magica").
Sul piano simbolico il termine incantare indica "Mettere dentro il canto": Recitare formule ritmiche (carmen = canto/profezia) per evocare spiriti, alterare realtà o affascinare e dunque intonazione vocale, ritmo respiro e asseverazione.
I Magi romani/ellenici "cantavano" su serpenti o malati per disincantarli.
In Pico della Mirandola, in particolare, nella Magia Naturalis, il canto/parola attiva la cosiddetta Sympathia Universalis: le vibrazioni sonore risuonano con archetipi celesti, "incantando" il cosmo. Ma il percorso continua oltre il cinquecento fino ai nostri giorni che manifestazioni di alta Magia e incantesimi popolari di basso livello, molti dei quali di difficile collocazione cronologica. In Piemonte, per la verità, abbiamo le Masche che borbottano maska (che sono appunto incantesimi longobardi e quindi tracciabili a livello storico-cronologico) su erbe. Nel Lazio, il Malocchio: "Tre gocce olio in acqua e un Pater Noster". La Streghe popolari a Benandanti (Friuli) combattono con dei Carmen contro malvagi. La Sicilia si fa sempre rispettare per l'estrema audacia con il Figghiu di la notti (bambola cera trafitta per legamenti che richiama la dissennatezza dei rituali Sudamericani Dagidici). E ancora, la Sardegna con Sa Mama 'e su Sole che evoca con canti solari. Infine la Lombardia: Gata Carogna neutralizzata con formule contro veleno.
Differenza tra preghiera, invocazione, formula e incantesimo
La Preghiera si basa sulla fiducia divina e non presenta alcuna volontà di controllo tecnico o manipolatorio (theosis cristiana). La Supplica umile alla divinità per grazia/aiuto è una quasi costante di questa forma di comunicazione metafisica, l'intento è passivo e sottomissivo.
L'Invocazione rappresenta un Dialogo/possessione (es. possessioni sciamaniche). La chiamata è esplicita e nominale all'entità (dio/angelo) per presenza/aiuto. Spesso, l'invocatore manifesta la richiesta di una intercessione senza perdere di vista la volontà di un possibile contatto con l'entità(cosa, quest'ultima che segna una differenza netta con la preghiera).
La Formula è uno strumento tecnico linguistico (es. esorcismi cristiani vs grimori) che per mezzo di codifiche archetipiche raggiunge energie producendo in esse l'attualizzazione. In certi casi, tale attualizzazione, è talmente profonda da sfociare in comando o ordine(grimori), spesso aperto, mentre in altri casi ascende a implorazione, seppure dettata dal tecnicismo linguistico, dietro cui tuttavia in quest'ultimo caso sussiste una alleanza di fede tra Operatore Esoterico e Energia o Divinità. La sequenza delle parole è spesso fissa, meccanica e ripetitiva.
L'Incantesimo rientra pienamente nel concetto di Magia operativa (virtutes occultae Pico), ovvero una sequenza di atti, spesso non cerimoniale o comunque superficialmente, che tuttavia presentano un tecnicismo linguistico e gestuale. Può trattarsi anche di un Carmen ritmico per alterare realtà/evocare poteri, ma una cosa è certa: l'atto dell'incantatore è attivo e coercitivo.
L’incantesimo come veicolo energetico e simbolico: parole, gesti, intenzioni
Ruolo della mente, della vibrazione sonora e dell’immaginazione nella creazione della realtà interiore
L’aspetto sacro del verbo (il potere della Parola nelle tradizioni spirituali)
Le radici storiche
Egitto e Mesopotamia: le prime formule magiche e le iscrizioni protettive.
Grecia e Roma antiche: preghiere, katadesmoi (tavolette d’incantesimi), e ruolo delle divinità.
Età medioevale e rinascimentale: dal grimorio alla magia naturale (Pico della Mirandola, Agrippa, Paracelso).
Tradizioni orientali: mantra, mudra, sutra e preghiere vibrazionali.
Epoca moderna: esoterismo, spiritismo, psicologia del simbolo e magia cerimoniale moderna.
Struttura e componenti di un incantesimo
Le tre basi: Intenzione – Simbolo – Energia.
Elementi costitutivi: suono, gesto, materia (oggetti, colori, erbe, metalli), tempo e spazio.
L’importanza del “cerchio sacro” come contenitore energetico.
Il ruolo dell’emozione e dello stato vibrazionale.
Incantesimo come linguaggio dell’inconscio collettivo.
Tipologie di incantesimi nel corso dei secoli
Incantesimi protettivi: benedizioni, sigilli, formule di purificazione.
Incantesimi di guarigione: uso del suono, dell’erba e dell’acqua.
Incantesimi di attrazione e prosperità: il potere del simbolismo positivo e della visualizzazione creativa.
Incantesimi di comunicazione spirituale: preghiere, teurgia, angelologia.
Incantesimi manipolativi (magia nera, costrizione emotiva): analisi, rischi e confutazione etica.
Filosofia e psicologia dell’incantesimo
L’incantesimo come archetipo psichico: simbolismo junghiano e dialogo tra conscio e inconscio.
La “magia naturale” come atto di armonizzazione con le leggi universali (non di dominio su di esse).
Il potere dell’intenzione consapevole: focus, visualizzazione, volontà e amore.
Il rischio dell’identificazione egoica e la differenza tra volontà personale e allineamento spirituale.
Simbolismo, pentacoli e linguaggio sacro
Il ruolo del simbolo come chiave multidimensionale.
Analisi dei principali alfabeti magici e sacri (ebraico mistico, runico, alchemico).
Le Tavole di Salomone e i Pentacoli come strumenti energetici.
Il potere del suono: mantra, nomi divini, preghiere planetarie.
Etica, legge karmica e responsabilità
La legge del ritorno e della risonanza energetica.
Responsabilità dell’intento: non tutto ciò che si può fare, va fatto.
La disciplina interiore come fondamento di ogni potere spirituale.
Distinzione fra Magia Bianca, Magia Nera e Magia Rossa.
Come proteggersi dalle energie dense e mantenere equilibrio interiore.
Incantesimo come atto spirituale
Il concetto di “rito bianco” come preghiera attiva.
Come l’atto simbolico diventa strumento di guarigione personale.
Meditazione, intenzione e parola: unire le tre forze nel servizio alla luce.
Dal rituale al gesto quotidiano consapevole.
Materiali di studio e strumenti consigliati
Testi di antropologia, simbologia e storia delle religioni.
Classici di esoterismo (Cornelio Agrippa, Paracelso, Éliphas Lévi, Dion Fortune).
Trattati di psicologia e archetipo (Jung, Hillman).
Studio dei linguaggi sacri e dell’iconografia magica.
Esercizi di meditazione su parola, simbolo e intenzione.